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   Kral   

 

Le olimpiadi senza il badminton italiano



a cura di
Roberto Fava


Oramai è passato del tempo. Le Olimpiadi sono finite. E' giusto fare il punto sulla situazione del badminton italiano.
La prima Olimpiade senza la presenza del Badminton italiano.

Ci eravamo abituati. Ad esserci. Da Londra 2008 un piede lo avevamo messo nell’olimpo dello sport. La grandissima Agnese Allegrini per due edizioni, poi con la Giannona Cicognini, diventata italiana per opportunita’ nazionaliste e durante il grande rifiuto della federazione ad un nuovo progetto con Agnese.

Il sogno Maddaloni sempre ad un passo, piccolo o grande, dalla qualificazione e la rinuncia avvenuta nel 2019 volente o nolente di fronte a problemi tecnici sia personali che di conduzione. Poi la speranza Caponio. Troppa aspettativa riposta in un’atleta che domani potrà diventare grande ma con i giusti tempi che lo sport richiede.

Ma qualcuno della storia italiana è andato a Tokyo. Andrea Chiappini rappresenta il badminton italiano più evoluto: quello arbitrale che ha diverse figure nel mondo internazionale a dare lustro a capacità tutta italiana di saper gestire regolamenti e personaggi (leggonsi atleti) nelle difficili situazioni agonistiche. Non dimentichiamolo e diamo il giusto merito a chi, magari con meno sudore ed ardore agonistico, si impegna con grande professionalità in un settore complicato e molto competitivo.

C'è poi chi è andato a Tokyo e fino a dicembre 2020 era in Italia e conduceva la nazionale italiana. Arturo Ruiz Lopez, attuale DT della Spagna, con gli atleti ispanici. Certo, il merito e’ quello di aver cambiato casacca nel momento giusto, non certo quello di aver condotto, aiutato e diretto i bravissimi atleti spagnoli con i quali ha avuto l’opportunita’ di seguirli da inizio 2021. Avremmo preferito averlo a Tokyo con un’atleta nazionale ma dopo 7 anni di condiviso lavoro da parte della federazione questo non è potuto avvenire. I motivi sono a conoscenza degli addetti ai lavori e comunque sono ancora diverse le figure federali, attuali e non, che lo sostengono e ne apprezzano il lavoro compiuto e che sta compiendo. Contenti loro.

Una estate di preparazione al domani del nostro badminton con i tanti progetti federali che stanno partendo e dai quali molti si attendono altrettante risposte. Successo sempre più importante dei vari camp organizzati dalla federazione e non a testimonianza che voglia di imparare continua ad esserci, ma anche di quella sana socialità mancata per troppo tempo causa pandemia.

Buon lavoro a tutti e…

Ci vediamo in palestra!!!

 

 
 
 

 

 



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