In questo numero del Magazine dedicato ai Master abbiamo voluto riservare un articolo per far conoscere coloro che oltre a scendere in campo per giocare si adoperano per far girare quella macchina complessa che è il calendario delle gare, parlo di quegli over 35 che per pura passione passano ore e ore a dirigere partite altrui. Si parla sempre dei giocatori e mai di loro, qualcheduno potrebbe pensare: “Meglio così”, visto che la loro categoria è sempre ricordata per gli errori e mai per la loro precisione.
E quindi ho chiesto agli uomini in nero presenti al primo concentramento della Serie A a Squadre svoltosi a Milano l’10/11 aprile ( più o meno 10/12 ore di arbitraggio, scusate se è poco) una loro succinta presentazione e di rispondere ad alcune domande per farli conoscere a un maggior numero di appassionati del badminton italiani, non ho inserito Matteo La Rocca perché troppo giovane, in questo caso è un difetto, ma basterà aspettare e verrà il turno anche delle “polo nere” under 35, il Magazine non fa differenze ne di genere ne di età.
Ferdinando Volpi
Sono tesserato per la società ASD Brescia Sport Più.
Ho 60 anni e sono un ingegnere meccanico.
Oltre al badminton, ora mi piace andare con la mountain bike e sciare. Da “giovane” sono stato agonista di Hockey su prato e poi ho giocato a calcio a livello amatoriale.
Ho iniziato a giocare a badminton quando mia moglie ha deciso di aprire la società a Brescia.
Dopo alcuni anni come praticante, ho deciso di seguire il corso arbitri e ho iniziato anche ad arbitrare.
Gioco da poco più di 6 anni e arbitro da circa 3,5 anni.
Sinceramente ho deciso di frequentare il corso arbitri non per vocazione ma perchè alla mia società di appartenenza serviva un arbitro. Solo in seguito mi sono reso conto che, in alcuni casi, arbitrare è un modo per dare una mano a chi deve organizzare le manifestazioni e permetterne il regolare svolgimento.
Sono anche allenatore di 1° livello, ma in questo momento nella mia società non ho altri incarichi e nemmeno ne ho per la federazione.
Nel Badminton, come arbitri, siamo più fortunati rispetto ad altri sport in quanto i giocatori sono molto educati e disponibili anche in caso di errori (questo vale generalmente anche per il pubblico). Avendo praticato sport di contatto come hockey su prato e calcio, devo dire che il tipo di sport può portare ad un diverso stato emotivo, anche se non può assolutamente essere considerato una giustificazione rispetto a tanti episodi che spesso vediamo.
Come già ho detto, gli atleti che ho arbitrato sono molto rispettosi e all’occorrenza anche comprensivi; personalmente, fino ad oggi, non ricordo situazioni nelle quali ho dovuto ricorrere al regolamento per calmare gli animi.
I miei arbitraggi sono avvenuti in competizioni nazionali e penso di aver arbitrato quasi tutti gli attuali migliori giocatori italiani, inclusi campioni nazionali.
Dopo le elezioni di novembre non ho notato particolari novità riguardo all’aspetto operativo arbitrale mentre mi sembrano notevolmente migliorate le procedure informatiche relative all’assegnazione ed alla gestione degli arbitraggi.
Teodoro Stan
Ho conosciuto il badminton tramite mio figlio e mi sono innamorato a prima vista con il rimpianto di non averlo scoperto prima.
Prima ho iniziato a giocare e dopo qualche anno ad arbitrare
Sono 6 anni che partecipo ai vari GP e challenge e 3 che arbitro e dal 2020 anche la Serie A a squadre, per aiutare la mia società ed essere parte attiva della federazione
In questo momento faccio parte del Consiglio Direttivo del Boccardo Badminton e ho la qualifica di arbitro accreditato.
Gli arbitri del calcio hanno dei tappi nelle orecchie per non ascoltare gli insulti ma anche i loro ingaggi li rendono un po’ piu’ sordi.
Penso che i giocatori siano più o meno tutti eguali e rispettino sempre l’ufficiale di gara.
Arrivando alla serie A ho potuto dirigere il fior fiore dei giocatori italiani: Rosario Maddaloni, Fabio Caponio, Judith Mair, Katharina Fink, Yasmine Hamza e tanti altri che non menziono per motivi di spazio. Il campione europeo under 17 Vittoriani e il bulgaro Ivan Rusev n°178 del ranking mondiale senza dimenticare la grande Agnese Allegrini.
E dopo le elezioni del nuovo consiglio direttivo anche nel settore ufficiali di gara tira una gran bell’aria di rinnovamento.
Americo Mastrofini
Ho 57 anni abito e risiedo in Treviglio (BG), faccio parte dell’ASA 3B Badminton Bassa Bergamasca che ha sede in Caravaggio (BG), di professione sono impiegato in un azienda metalmeccanica, oltre al badminton, faccio parte in qualità di consigliere provinciale dell’ONAV Associazione Nazionale Assaggiatori Vino.
Nel 2004 lo trovai pubblicizzato nelle varie bacheche in Treviglio, non conoscendolo come badminton mi presentai al club che stava nascendo e da allora me ne sono innamorato e ho iniziato come giocatore quarantenne, l’arbitraggio è arrivato dopo, infatti gioco da 17 anni e arbitro da 11.
Tutto è nato da mia moglie, che già mi seguiva sia quando giocavo nei vari tornei e campionati master, che alle varie iniziative della Federazione, (assemblee, votazioni), che mi espresse il desiderio di provare come arbitro, quindi frequentammo il corso di “Aspirante Arbitro”, poi io andai avanti mentre lei dovette abbandonare.
Nella società di cui faccio parte sono consigliere e allenatore, per la federazione sono inserito nell’albo come aiuto allenatore.
E non invidio i colleghi arbitri del calcio, mi ritengo fortunato di far parte del mondo del badminton.
Tutti gli atleti da me arbitrati hanno sempre dimostrato massima correttezza e rispetto dei ruoli. In particolare Agnese Allegrini, Rosario Maddaloni.
E nel dopo elezioni, così come nel settore tecnici, formazione, mi sembra di notare un cambio di passo e di marcia in più