Eccoci ora nel Granducato di Lussemburgo per l’Open che si svolge nel Centro Sportivo D’Coque, tre gli azzurri che partecipano partendo dalle qualificazioni, forche caudine obbligatorie pur essendo i top player impegnati nel Thomas Cup ad Horsen, avendo ancora un ranking superiore al 200esimo posto. Non riescono a superarle per colpa o merito (dipende sempre dai punti di vista) del nipponico Takano che batte Luca Zhou, che in precedenza aveva superato il malese Ong, per trovarsi di fronte poi Simone Piccinin, arrivato al terzo turno grazie alle vittorie su Goonetillek, canadese e Olesen, danese.
Il milanese vince il primo set ma poi subisce il ritorno del giapponese che arriverà alla fine del torneo al terzo posto subito sotto all’ex italiano…Christopher Vittoriani.
Entra invece nel tabellone principale Enrico Baroni grazie alle vittorie prima su due belgi, Cansse e Van Delsen, per proseguire con lo scozzese Waring. L’ingresso tra i 32 presentava già la prima trappola, l’indiano Katam (fino a pochi mesi fa nei primi cento del ranking BWF), superato però con il risultato di 21-16 21-18. Niente da fare nel turno successivo che lo vedeva di fronte all’austriaco Filimon che recuperava lo svantaggio iniziale per aggiudicarsi al terzo set, dopo un’ora di gioco il diritto al turno successivo.
Lasciamo ora il settore maschile per passare a quello rosa con Gianna Stiglich impegnata in una trasferta casalinga, un ossimoro legato al fatto che il torneo si svolge, si al di fuori dei confini italiani, ma nella sua nazione di nascita e precisamente a Lima dove nacque 21 anni fa.
Obbiettivo? Far suo questo Future Series ma sul suo cammino trova la ex connazionale Castillo Salazar, dopo aver superato una giocatrice locale Braul Cama, la thai Punyaratabandho e successivamente la statunitense Lam. La peruviana, numero 79 al mondo, vuole la rivincita della sconfitta subita nel 2023 nel Suriname e, come dice il proverbio “La vendetta è un piatto che va servito freddo”, dopo un primo set tirato, 22-20 fa sua la semifinale con un 21-13. La nostra si deve quindi accontentare del bronzo nel paese famoso per l’oro inca. Pazienza, sarà per la prossima volta visto la giovane età dell’azzurra.