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   Kral   

 

Oggi diamo i numeri



a cura di
Giovanni Zomer

Studio sulla partecipazione ai tornei di badminton in Italia


In attesa che ripartino i tornei (finalmente!) abbiamo colto questa pausa per analizzare la situazione del nostro sport in Italia.
Per farlo sono stati elaborati gli ultimi 5 anni. E sono emerse alcune interessanti indicazioni, che potrebbero anche essere uno spunto per cercare nuove possibilità per la diffusione del badminton nel nostro paese.

Metodologia di studio
Vengono presi in considerazione solo gli atleti presenti ai tornei.
Per raggiungere i risultati richiesti sono state importate le classifiche nazionali senior/under del mese di febbraio degli anni 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.
Quindi i dati statistici si riferiscono al periodo marzo 2015 - febbraio 2020.
Dato che negli ultimi anni la metodologia di classificazione è cambiata sensibilmente, sono state fatte le seguenti attività per uniformare i dati rendendoli paragonabili fra i singoli anni:

  • Le classifiche di doppio in unione fra due giocatori (gestione precedente) sono state suddivise sui singoli giocatori. Il tutto viene quindi allineato alla tipologia attuale di gestione dei doppi.
  • L’appartenza al gruppo under o senior viene definito dall’età dell’atleta nell’anno elaborato. Il fatto che, qualche anno fa, alcuni giocatori under preferissero comparire nella classifica riservata ai senior non influisce sulle elaborazioni. Anche questo per allineare gli anni precedenti alla tipologia di gestione attuale.
  • Il calcolo dell’età dell’atleta viene gestito con la metodologia attuale. Per i primi anni questo significa l’aumento di un anno rispetto al calcolo del tempo. In questo modo la logica è allineata ed i dati sono paragonabili a quelli attuali.
  • Gli atleti senior sono stati nuovamente suddivisi in tre sottocategorie: i giovani senior (S1) che vanno da un’età da 19 a 27 anni (l’età universitaria), poi quelli in mezzo (S2) con un’età che va da 28 a 34 anni, ed infine quei senior (S3) che avrebbero già l’età per giocare con i master, ma che preferiscono mettersi in gioco nelle categorie assolute.
  • Gli atleti dei vari corpi delle forze armate non vengono assegnati a nessuna regione di appartenenza.
  • La macroarea “Sud” contiene anche entrambe le isole: Sicilia e Sardegna.
  • La definizione di “atleta che partecipa in modo regolare ai tornei” dipende dal numero di tornei disputati nell’anno di rilevazione. Come numero minimo vengono presi 5 tornei annui. Dato che la logica di assegnazione punti prevede di prendere in considerazione i migliori 6 tornei disputati. La metodologia precedente era simile anche se non esattamente uguale, e comunque era sorgente di una serie di errori di calcolo nelle classifiche di quegli anni. Partecipando a 5 tornei è chiara la volontà dell’atleta di progredire in classifica. 

Le domande che ci siamo posti
Ai dati abbiamo chiesto di rispondere ad una serie di domande che riteniamo imporanti. Come si è sviluppato il badminton in Italia? Quali sono le tendenze? I cambiamenti nella vita degli atleti (passaggio alle scuole medie, inizio della fase universitaria oppure lavorativa ...) hanno impatto sulla volontà di continuare il nostro sport? Ci sono zone di Italia che dovremmo cercare di appassionare di più al badminton? Ci sono più senior o junior? E chi partecipa più attivamente e regolarmente ai tornei? Qual’è la differenza fra maschi e femmine? E fra il nord e il sud dell’Italia?
Quindi... iniziamo!


Abbiamo più atleti under o senior? 

Circa due terzi degli atleti partecipanti ai tornei sono under (nel 2020: 63%).
E la tendenza è in crescita ultimamente. Nel 2016 la quota under era del 55%.
Questo ci fa ben sperare per il futuro!
Inoltre la percentuale di atleti regolarmente presenti ai tornei è più alta nei giovani. Risulta quindi che hanno più voglia di spostarsi nei fine settimana per partecipare alle competizioni e sono più costanti.


Qual è il rapporto maschi/femmine nei tornei?

Il rapporto è di circa 6 maschi per 4 femmine. In questo non è cambiato nulla nel corso degli anni.
La regolare partecipazione ai tornei è simile fra maschi e femmine.
Mentre è evidente che fra gli under la componente femminile è più alta.

Nel 2020 le femmine sono il 41% fra gli under, il 32% nei senior, ed in totale il 37%.


Qual’è la suddivisione dei partecipanti nelle singole categorie?

L’andamento è stato abbastanza costante nel corso degli anni. Soprattutto i giovani (U15 e U17) stanno vivendo un buon momento ed è un buon segnale per il futuro.
La partecipazione ai tornei è particolarmente alta nelle categorie U17 e U19. Questa tendenza è chiaramente visibile negli ultimi 3 anni.

 

Il passaggio alle scuole superiori è un problema?

Dai dati risulta che il passaggio dalle scuole medie alle superiori non consiste un trauma sportivo. Gli atleti continuano a frequentare lo sport, nonostante i nuovi impegni scolastici. Non si notano abbandoni particolari in queste età, perlomeno non per gli atleti volonterosi che partecipano ai tornei. La situazione non è cambiata negli anni presi in considerazione.


Il passaggio all’università oppure al mondo del lavoro è un problema?

Nel passaggio dalla scuola superiore all’università oppure al mondo del lavoro si denota invece una tendenza negativa. Molti ragazzi si trovano a cambiare città di studio, ad avere meno tempo oppure meno interesse. Il calo in queste età è visibile (confronto fra U19 e senior di 19 e 20 anni).  Anche nel 2020 la situazione non è cambiata 

 

Esiste un divario badminton nord/sud?

Analizzando i dati per regione ci accorgiamo che solo 13 delle 20 regioni sono attualmente presenti ai tornei. Vediamo che ci sono regioni molto attive, soprattutto Sicilia, Lombardia, Trentino Alto-Adige e Piemonte e Campania. Le prime tre inoltre molto attive sul fronte under.


Però abbiamo 7 regioni (il 35% del territorio!) che non hanno mai partecipato ad un torneo ultimamente. Questo dato è ovviamente negativo, ma potrebbe anche essere spronante ad un impegno maggiore nelle regioni mancanti in modo da recuperare il gap sportivo. Inoltre abbiamo perso la Toscana, il Friuli-Venezia Giulia ed il Molise, presenti fino a qualche anno fa. 

Anche questo indicatore fa pensare e richiede delle contromisure per affrontare la situazione.
L’andamento delle macro aree risulta costante nel corso degli anni.


Questo dipende probabilmente dal fatto che la zona trainante del sud (la Sicilia) è geograficamente svantaggiata negli spostamenti.

 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

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