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   Kral   

 

Open Yonex Bangkok - hanno vinto tutti



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

HANNO VINTO TUTTI
La federazione thailandese che ha battuto il covid, quelli che sono saliti sul gradino più alto del podio, l’Unione Europea con 2 suoi atleti al primo posto, l’Italia che ha messo la sua bandierina sulla sedia dell’arbitro nella finale del singolare maschile.
PNA & TAE (faccio come la televisione che restringe i nomi nella finestra del punteggio) hanno conquistato il primo posto grazie a un primo set con un Jordan abulico, subire 14 punti di seguito non è normale, imitato dalla compagna Oktaviani. L’indonesiano pareva che avesse la stessa concentrazione di uno che aspetta ila metro, questo anche per spiegare a cosa serviva il tecnologico orologio al suo polso.
Secondo set, un’altra storia. Come si possa cambiare così nell’arco di pochi minuti è un mistero a cui devono la loro fortuna i mental coach. Fatto sta che dopo un disonorevole 3-21 gli indonesiani dominano il secondo per poi essere raggiunti e superati dagli avversari ma con uno scatto d’orgoglio si prendono il diritto di disputare il terzo gioco.
Che vede le due coppie arrivare al 17 pari ma questa volta sono Puavaranukroh-Taetattanachai a realizzare il ventunesimo punto è oltre alla medaglia d’oro pareggiare anche il conto delle loro disfide.
Terzo set anche nel doppio maschile, un’ora di puro combattimento dove prevalgono i taiwanesi Lee-Wang, quest’ultimo domani dentro la torta del compleanno, al posto di una ragazza troverà un’assegno di 25000 dollari USA ma sull’argomento monetario sono sicuramente più sensibili i loro avversari Goh e Tan visto che giocano come indipendenti, fuori dal circuito della nazionale malese, si sobbarcano tutte le spese e l’organizzazione dei loro allenamenti e viaggi.
Imprendibili Polii e Rahayu per Kititharakul-Prajongjai, quando premono l’acceleratore le indonesiane il distacco si fa immediatamente sensibile e loro non si fanno recuperare facilmente. Nel primo set succede sul 9 pari, nel secondo all’intervallo le thailandesi erano sotto 2-11. Cosa si può dire vittoria ineccepibile.
Una strippata Carolina Marin aggredisce moralmente, con le sua urla , e materialmente con potenti smash che intimoriscono la numero uno del ranking mondiale che riesce a strappare solo 9 punti nel primo set.
Nel secondo Tai cerca di reagire con colpi che sembrano perle di badminton ma siccome sappiamo bene che non tutte in natura sono perfette e ugualmente sulle court e quindi sono parecchi gli errori che commette la giocatrice di Taiwan che danno la possibilità alla spagnola di dedicare la vittoria a un suo caro con un cuore e al suo conto in banca un bonifico da 70000 dollari.
Particolare curioso: la racchetta della Tai presentava un salto di accordatura verso il manico, cosa servirà?
Sarebbe bello saperlo o anche provarlo, vedete voi. Magari vincete il prossimo challenge che si disputerà grazie a questo accorgimento, tanto la Marin non ci sarà di sicuro.
La “Racchetta di Odino” non smette di colpire, come la lancia del dio vichingo, a cui è dedicato il nome della città d’origine di Axelsen Odense, continua a mietere vittime , nel nostro caso sportive.
Grazie a una forma fisica al top resiste e controbatte a un NG Ka Long che le studia tutte per mettere in difficoltà il campione danese ma oggi non c’era storia e l’incontro finisce con le braccia alzate del gigante europeo che così bissa, con la Marin, i successi per il Vecchio Continente, che ogni tanto riesce a contrastare il predomino asiatico.
Nota azzurra: ad arbitrare la finale del singolare maschile è stato designato Fabio Betto, grande responsabilità visto che è l’incontro più seguito ma che ha saputo dirigere senza sbavature. Complimenti all’arbitro pugliese. Idea da fantascienza: se nel 2030 fosse un arbitro danese a dirigere una finale di Super 100 con un italiano in campo? Meglio tornare sulla terra, appuntamento al 19, si ricomincia con il Toyota Open, stessa Arena Impact, stessa Bangkok.. a martedì.
 
 
 
 

 

 



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