E come quando sei vicino alla meta e vieni sorpassato, è stata l’impressione di diversi atleti trovatisi in vantaggio contro un’avversario super favorito e vedere poi sfumare le speranze di gloria e di quasi, a pensar venalmente, quadruplicare il premio in dollari da 8000/9000 (singolare o doppio) a 20300.
Iniziamo con chi il sogno lo ha realizzato, Cicquel e Delrue che approfittando della giornata storta dei loro avversari, i cinesi Jang-Wi autori di diversi errori non forzati sono, unici europei lo premetto, in semifinale. L’incontro è stato sigillato da un colpo da antologia del francese che, in un tuffo senza ritorno recupera il volano e lo mette a fil di rete nel campo avversario con il pubblico in delirio.
Vitidsarn ha capito che se vuole arrivare fresco a domenica è meglio finire in due set e così liquida l’indonesiano Farhan anche se durante l’incontro, vista la natura “violenta” del badminton è corso del sangue sulla court. Forse, forse quando Winston Churchill disse la famosa frase:”Blood, sweat and tears” (Sangue, sudore e lacrime) si riferiva al nostro sport,chissà. Logicamente le gocce venivano prontamente rimosse. Sfumano le speranze per Ardianto, quest’anno assieme a Hidayat, di ripetere il 2024, i cinesi Chen e Liu con un secco 21-16 21-10 mettono fine ai sogni indonesiani.
Due mancini a confronto, sono Christo Popov e Lin, partita bella ma per il francese nulla da fare contro il taiwanese che con questa vittoria pareggia il conto dei loro incontri, 3 a 3. Sembra un gatto di marmo il cinese Li, ogni tanto si blocca e a Sen non par vero di poter agguantare la semifinale in questa maniera. La partita avrai il suo epilogo in modo degno: sul 20 a 16 per l’indiano nel secondo set il cinese ha un volano alto a mezzo metro dalla rete e volendo, presumo fare un buco sul tappeto, schiaccia in maniera inverosimile. Risultato, volano fuori, partita persa tra l’ilarità del pubblico e a Milano direbbero che “Sei proprio un bel p….”.
Tra gli illusi, come da premessa, annoveriamo i danesi Vestergaard-Bush che dopo aver recuperato lo svantaggio iniziale di un set un pensierino a sabato lo stavano facendo, peccato che fossero di tutt’altro avviso i portacolori di Hong-Kong, Tang-Tse, che con un 21-16 nel terzo passano loro il turno. Anche la Christophersen dobbiamo annoverare tra coloro che speravano, soprattutto dopo la conquista del primo set in maniera chiara e inequivocabile ma, ma la Yamagichi non è l’ultima arrivata e quindi punto dopo punto sfalda le sicurezze della danese che si deve arrendere, non sarà lei la nuova Marin. Si sta facendo tardi, teniamo conto che il venerdì e il sabato sono divisi in due turni, dalle 9.30 alle, forse 14.30 e poi dalle 17 alla fine e se il doppio tra le cinesi Jia-Zhang e le giapponesi Hirota-Sakuramoto , perso da quest’ultime dopo un’ora di gioco, fosse andato al terzo set, l’incontro tra i Popov e “I Ragazzi di Guantanamo” Kim e Seo, (non fatevi ingannare dalle riprese televisive che mutano il colore da arancione a rosso) sarebbe terminato molto più che le 23, orario di Greenwich.
Ma quest’incontro non si poteva perdere e infatti ha mantenuto le promesse: gioco veloce, recuperi impossibili, tuffi come non ci fosse un domani e poi la sconfitta del primo set dei coreani che, come la connazionale An vogliono ripetere il 2025, porta ad alzare il livello dello scontro. Finisce con la vittoria dei coreani, sono o non sono i numeri UNO e il pubblico defluisce contento dall’Utilità Arena, a domani.