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   Kral   

 

Scuola sport e badminton



a cura di
Il Gioja

Ho intervistato due figure storiche del nostro sport sul tema del badminton nella scuola: in particolare il nostro rapporto con i docenti di scienze motorie. 

Io ho avuto un rapporto non sempre positivo con gli insegnanti. Per imparare qualcosa ho quindi chiesto lumi ai nostri due intervistati: Danilo Manstretta metodologo dello sport, ex insegnante, per molti anni consigliere della nostra federazione e Roberto Fava, presidente di Gioko ASD, ex delegato provinciale di MIlano che è stato molto attivo nelle scuole. Ecco la nostra chiacchierata.

Flavio: Parto dalla mia esperienza: in Toscana con ‘Vola con noi’ –il progetto di formazione federale-- negli ultimi anni sono stati formati un centinaio di promoter. Di questi circa 5 erano giocatori o formatori della società Stormy Weather di Firenze; il resto, il 95% docenti della scuola. La mia speranza era che una parte seppur minima degli insegnanti cercasse di mantenere un contatto, di natura tecnica (“ma come si faceva la tal cosa?”) o organizzativa o venissero magari a giocare da noi allo Stormy weather. Invece abbiamo concluso poco. Ricevo ancora qualche telefonata da parte di un paio di insegnanti: mi comunicano che gli piacerebbe… vorrebbero… ma alla fine rinunciano per mancanza di tempo o troppa burocrazia nella scuola. Visto che siamo in due in Toscana ad occuparci di badminton… non siamo ovviamente in grado noi di aiutare loro, né quei docenti hanno potuto o voluto aiutare noi. Pochissimi genitori ci hanno cercato, quindi dubito fortemente che ci siano decine di ragazzi ammaliati dalle lezioni dei nostri 95 recenti promoter. Danilo e Roberto per favore aiutatemi a capire qualcosa.

Nelle vostra esperienze qual è stato il rapporto con i docenti delle scuole? Avete avuto collaborazioni fattive?

Danilo: Come ex docente, quando lavoravo nel mio istituto ho coinvolto attivamente almeno 10 colleghi, spesso precari, che si sono succeduti nelle cattedre. Il precariato è un aspetto da considerare visto che in sette anni in quella scuola, su cinque insegnanti, solo io e la collega Nicoletta Bazzini eravamo di ruolo e potevamo quindi dare continuità ad un progetto scolastico. Gli altri si sono sempre avvicendati, a volte anche per soli pochi mesi.

Roberto: Ho avuto rapportI molto costruttivi. Certo… per Milano e provincia, collaborare in maniera continuativa, costante e reciprocamente soddisfacente con 15/20 insegnanti è molto poco, ma è anche un numero adeguato per una persona sola che li segue.

Flavio: Ok. Quindi un rapporto costruttivo è possibile. Ora devo capire come posso riuscire a coinvolgere maggiormente i docenti con cui entro in contatto. Mi potere dare dei suggerimenti?

Danilo: Non ho una risposta precisa, ma penso che la cosa migliore sia quella di presentare il badminton non come un obiettivo, ma come uno strumento per sviluppare le capacità coordinative e aiutare l’insegnante nel suo lavoro. Far apprendere, orientare, conoscere l’allievo, offrirgli strumenti idonei per migliorarlo, come persona, come atleta e come sportivo: il sé e il conoscere se stessi, la predisposizione al fare, la voglia di cimentarsi e crescere come uomo prima e poi come atleta.

Flavio: Da un punto di vista metodologico e filosofico, sono totalmente d’accordo con te Danilo, sulla capacità di questi strumenti di conquistare nuovi alleati tra i professori, invece, mi porto dietro qualche riserva dovuta forse alle mie esperienze non positive. Però quello che dici --per me-- è un vero obiettivo del nostro sport. Tu Roberto?

Roberto: Negli anni passati sono arrivato a coinvolgere fino a 25 istituti fra medie, di primo e secondo grado. Per farlo bisogna essergli vicini e comprendere le loro difficoltà, in qualche modo aiutarli. Con le giornate Demo sono entrato in tantissime scuole. Da lì alcuni hanno fatto il GSA, ed addirittura, in un caso, una ASA. Durante la mia attività di DP li ho aiutati sia burocraticamente che a volte economicamente.

Flavio: Una collaborazione a 360 gradi quindi. Sicuramente efficace, ma confesso che mi fa un po’ paura: mi è sempre sembrata “un fare del lavoro al posto loro” in cambio della possibilità di fare dimostrazioni e lezioni. Ma questa benedetta burocrazia è davvero così asfissiante per un docente di scienze motorie?

Danilo: Agli insegnanti di educazione fisica o scienze motorie che dir si voglia, viene dato l’incarico di preoccuparsi di temi che vanno dall’educazione stradale al benessere fisico, dai corretti stili di vita alla lotta al tabagismo-alcolismo-doping-tossicodipendenze, dal pronto soccorso, massaggio cardiaco e donazione del sangue, alla lotta contro la violenza delle donne. Poi ogni anno arrivano le più disparate richieste di interventi (spot pubblicitari) dalle federazioni di Rugby, Canoa, Dragonboat, Tennis, Ballo e danza sportiva. Dal Ministero invece i progetti su sport e tifo negli stadi, sicurezza stradale. Insomma… non avendo ancora svuotato il mio computer da progetti PON POF POFT posso documentare tutto con foto e scritti. Dimenticavo: purtroppo la nostra scuola è ancora valutativa, quindi voti scrutini promozioni ed esami di stato. 

Roberto: La collaborazione esiste o meglio esisteva negli anni passati. Poi gli stessi docenti storici hanno mollato per la troppa burocrazia scolastica. I nuovi non hanno grande passione per quello che stanno facendo. Gli impegni scolastici esistono ma non sono determinanti per la riuscita di un progetto. Alla base ci vuole passione per lo sport e in generale la maggior parte dei docenti non è così propositiva. Per non parlare di alcuni docenti che si presentano a far lezione in gonna o jeans….

Flavio: La stragrande maggioranza dei presenti ai corsi di ‘Vola con noi’ sono stati i docenti. In alcuni casi ho avuto però l’impressione che si trattassero solo di presenze dovute alla necessità di aggiornamento. Che ne pensate?

Danilo: I vari contratti nazionali del comparto scuola delle varie organizzazioni sindacali hanno più volte sancito l’obbligo di aggiornamento e di partecipazione a corsi che davano crediti e punteggi, pertanto ho personalmente tenuto corsi come docente, dove la maggior parte dei discenti lo faceva per obbligo senza una vera partecipazione.

Roberto: ‘Vola con noi’ ha avuto il merito di far conoscere il Badminton a tanti insegnanti di scienze motorie e darci l’opportunità di entrare nelle scuole. Dopo il corso però i docenti sono rientrati nelle palestre delle proprie scuole: senza campi, sussidi tecnici ed altro. Tutto è morto lì. La Federazione può venire in aiuto con il materiale e questo è un fatto positivo, ma anche le altre federazioni lo fanno… se non c’è dietro cultura e passione tutto finisce.

Flavio: Roberto, mi dicevi che nella tua provincia sei convinto di aver raggiunto nel tempo risultati importanti nella promozione scolastica…

Roberto: Per raggiungere quegli obiettivi bisogna dar fondo a tempo, soldi ed impegno. In 15 anni sono stato molto vicino in termini anche fisici ai docenti. Continue visite, presenze alle manifestazioni scolastiche di qualunque tipo, soluzione dei problemi burocratici, attivazione di contatti con fornitori tecnici di materiale e consigli sul come e dove fare e poi, fondamentale, farli sentire parte di un movimento importante con almeno 2/3 riunioni conviviali all’anno e il diretto coinvolgimento nelle manifestazioni nazionali e internazionali. Bisogna essere presenti continuamente. Ma per farlo o hai disponibilità di tempo e risorse personali o diversamente dovresti avere un partner istituzionale che condivida scelte e obiettivi. Senza investimenti è difficile raggiungere risultati.

Quello della promozione è un tema centrale per tutti gli sport, in particolare per uno come il nostro che si può definire “minore” per la sua scarsa diffusione. Se siete d’accordo potremo dedicarle un approfondimento in futuro. Anche in modo di avere l’opportunità di chiedere alla federazione il punto di vista ufficiale sul tema. 
Grazie Danilo e Roberto per avermi regalato le vostre esperienze sulla questione più specifica del rapporto con i docenti. Ho iniziato questa chiacchierata pensando che gli insegnanti non mi stavano aiutando molto nella promozione... e devo invece prendere in considerazione il fatto che forse sono io… che non riesco ad aiutarli abbastanza nella mia zona. 
Grazie ancora. 

 

 

 



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