Cronaca dello stage formativo con lo staff azzurro, 31 Luglio/4 Agosto 2020 Maracalagonis (CA) e 17 agosto/ 22 agosto 2020 Malles (BZ)
Ciao, siamo Lidia e Mauro.
Durante il mese di agosto 2020, nell'ambito del progetto rivolto ad un gruppo di allenatori selezionati dalla direzione tecnica della federazione italiana badminton, abbiamo partecipato entrambi (rispettivamente a Malles, BZ e Maracalagonis, CA) ad uno stage formativo con lo staff azzurro.
Mettetevi comodi, vi raccontiamo com'è andata.

Giorno 1 (Lidia)
Siamo subito stati catapultati in un mondo in cui si parla a 360 0 di badminton, aspetto fondamentale per metterci fin da subito alla prova.
Il primo giorno è stato dedicato all'osservazione di chi già segue a distanza molto ravvicinata gli atleti della nazionale italiana, che ne conosce punti deboli e di forza come anche il carattere e le necessità. Tutte cose da non sottovalutare quando si deve allenare un atleta.
Abbiamo visto che l'orario di arrivo in palestra dei ragazzi è anticipato rispetto all'orario di inizio effettivo, per iniziare a fare autonomamente il riscaldamento senza e con la racchetta, per scongiurare i possibili infortuni. Poi l'allenatore capo ha spiegato dettagliatamente l'allenamento del giorno e ci ha dato il compito di correggere e consigliare i giocatori qualora avessimo visto movimenti o particolari da correggere.
Da spettatore è stato molto interessante ed è sembrato anche abbastanza facile ma avevamo avuto un miraggio, credendo di avvistare un'oasi nell'immenso deserto delle variabili che non avevamo considerato.
Quando è toccato a noi, la parte più complicata è stata dare consigli adatti al livello di gioco elevato dei ragazzi, quindi di chi già ha un'ottima tecnica consolidata nel tempo e ha bisogno di correzioni minuziose. Come fare?
Se ci concentriamo su troppi aspetti rischiamo di avere solo una visione d'insieme, ovvero: il giocatore A sta giocando già benissimo, si muove bene, la tecnica è molto buona... non saprei proprio cosa consigliare.
Se invece focalizziamo la nostra attenzione su un solo aspetto, ad esempio se dopo un buon attacco riesce a fare in modo rapido follow up, e quindi a seguire il colpo offensivo portandosi verso la rete, riusciremo più facilmente a captare i piccoli movimenti eventualmente errati e migliorabili, dando un corretto ed adatto feedback all'atleta di alto livello.
Giorno 1 (Mauro)

Giorno 2 (Lidia)

Giorno 2 (Mauro)
Si parte con un lavoro in campo: organizzare un allenamento per tre giocatori della durata di 45-50 minuti ed incentrato sull'iniziativa alla rete e sulla costruzione da fondo campo.
Tale allenamento deve soddisfare vari requisiti: sicurezza, focus, organizzazione e progressione metodologica (dal semplice al difficile, dal chiuso all'aperto).
A fine allenamento, dovrà esserci un momento di riflessione e quindi di comunicazione, attraverso l'utilizzo di domande.
Fare domande agli atleti durante e dopo l'allenamento, sul perché, sul come, sul quando, permette all'atleta di ragionare e al tecnico di capire.
Altro momento importantissimo della mattinata, quello del coaching.
Il tecnico è chiamato a dare prova delle sue abilità nel leggere in maniera veloce ed efficace quanto accade in campo e conseguentemente fornire indicazioni utili all'atleta.
Non solo. Per fare ciò, deve anche utilizzare un canale comunicativo che si adatti in maniera ottimale alla situazione specifica che si trova ad osservare.
Se, come nel mio caso, ci si trova ad analizzare una partita di doppio, i l livello di difficoltà per il tecnico a bordo campo registra un incremento. Durante il gioco, tutto accade in maniera decisamente più rapida. Vi è una maggiore quantità di variabili di cui tenere conto.
Ogni colpo infatti, andrà eseguito a seguito di una valutazione, operata in un intervallo di tempo infinitesimale, delle conseguenze che quella determinata scelta avrà per sé, per il compagno e per l'avversario.
La giornata si è conclusa in aula, con una sessione di lavoro incentrata sul disegno di un allenamento sulla base di analisi statistiche.
A partire da dati puramente quantitativi possiamo infatti impostare analisi e riflessioni. Se statisticamente, emerge che una determinata zona di campo viene poco utilizzata, dietro questo dato quantitativo può forse celarsi una motivazione tecnica? (Difficoltà nel footwork o nell'eseguire un particolare colpo). Aspetto interessante sul quale soffermarsi.
Giorno 3 (Lidia)

Giorno 3 (Mauro)

Giorno 4 (Lidia)
ln questi giorni siamo stati divisi in gruppi e a turno abbiamo cercato di costruire un allenamento per i giocatori della nazionale, esattamente come ci era stato mostrato nella prima giornata di corso.
Obiettivo dell'allenamento era eseguire una deception (finta) alla rete con costruzione da fondocampo. Ok, ora come procedere?
Un passaggio da non saltare è evidenziare bene il focus dell'allenamento, quegli aspetti sui quali vorrei che i miei giocatori si focalizzassero con maggiore attenzione.
A questo punto devo pensare ad una progressione che colleghi il primo esercizio che propongo all'ultimo, in modo che ci sia sempre un'evoluzione dal semplice al complesso.
È altresì fondamentale che se l'obiettivo è fare A e B, il giocatore esegua questi due movimenti o colpi molte volte: allora l'obiettivo dell'allenamento sarà stato centrato.
Giorno 4 (Mauro)

Giorno 5 (Lidia)
Nell'ultima giornata di corso, abbiamo nuovamente avuto la possibilità di fare coaching allo stesso giocatore assegnatoci nel match precedente, ma nel mio caso contro un'avversaria diversa. La tattica quindi doveva probabilmente essere modificata.
Siamo sempre partiti con un piano d'attacco A, seguendo i nostri punti di forza appunto, ma è stato fondamentale pensare anche ad un piano B, in caso di difficoltà.
Questo aiuta anche l'atleta a non essere colto troppo di sorpresa e dallo sconforto se qualcosa non va per il verso giusto, perché già abbiamo un piano di riserva.
E sempre importante soprattutto per gli allenatori neofiti andare a scambiare due parole con il nostro atleta chiedendogli feedback sul nostro operato: solo così possiamo conoscerlo meglio e capire di più su noi stessi come allenatori, permettendoci di migliorare.
Giorno 5 (Mauro)
Ultimo giorno di raduno. Mattinata che parte con quello che io ho definito "il momento della verità"
In buona sostanza, questo il compito da portare a termine: pianificare ed organizzare una progressione della durata di 10-1 5 minuti, focalizzata su un aspetto di libera scelta da parte del tecnico e secondo una sequenza predeterminata: multi shuttle, al quale doveva seguire un esercizio, al quale doveva seguire uno scambio chiuso, al quale doveva seguire uno scambio aperto, al quale doveva seguire una fase di gioco condizionato, al quale doveva seguire una partita condizionata, al quale doveva seguire una partita.
Per quanto mi riguarda, un compito molto impegnativo, poiché presupponeva uno sforzo non indifferente per bilanciare gli esercizi proposti in funzione di una progressione metodologica dal semplice al difficile dal chiuso all'aperto, mantenendo nel contempo costante la qualità e la quantità di lavoro somministrato agli atleti. Durante il pomeriggio, a conclusione del raduno, tutti in aula per il feedback finale. Questo raduno, ha offerto la possibilità di frequentare un percorso formativo "sul campo" insieme allo staff azzurro ed ha permesso di delineare meglio ogni profilo in relazione a abilità ed aspirazioni. Poter lavorare a stretto contatto con l'élite nazionale della propria disciplina di riferimento è certamente un'occasione speciale, un momento di crescita che ha consegnato tanti elementi utili da stivare all'interno dello "zainetto delle competenze"