DELLA SERIE: NON BISOGNA PORSI DEI LIMITI, LA VOLONTÀ LI PUÒ SUPERARE
Inizia oggi l'Open Swiss Yonex con un "parterre de rois" notevole (come a Bangkok mancano però sia i cinesi che i nipponici) vuoi per la voglia di giocare dopo un 2020 terribile, vuoi che non ci sono altri tornei in questo mondo covidizzato.
Aspettiamoci quindi di assistere a incontri di alto livello a parte uno. Cosa vuol dire meno uno? È che tra gli iscritti alle qualificazioni si staglia Raymond Webster e voi direte chi è questo carneade? Basterebbe conoscere il badminton mondiale a 360 gradi come il sottoscritto (forse forse esagero un pò) per conoscerlo. Sapreste quindi che quest'inglese sessantaseienne si sessantaseienne approfittando delle dinamiche ferree della classifica mondiale è arrivato in 4 anni di partecipazioni ai tornei europei più disparati, da est (Bielorussia) a ovest (Portogallo) a veleggiare intorno alla posizione 785 frutto di 37 sconfitte su 37 partecipazioni dato il suo stile da fabbroferraio unito a una mobilità molto al di sotto dei suoi avversari mediamente con 30/40 anni di meno.
Nota curiosa: alcuni dei miei colleghi Master italiani o Senior europei abbiamo potuto vederlo esibirsi dal vivo. È stato al campionato di categoria in Slovenia nel 2016, avversario dell'inglese tal Roberto Fava, pluricampione italiano,editore del Magazine Badminton-News, ottimo pilota di rally (cosa si deve fare per avere un'aumento di stipendio) che in quell'occasione usci dalla court con le braccia alzate battendo 21-14 23-21 il "perfido" figlio di Albione.
Quindi seguendo una logica equazione matematica (nello sport è vero il contrario) se il suddito della regina Elisabetta partecipa all'Open svizzero ed è iscritto, udite udite, agli All England anche il nostro editor tra 3/4 anni potrebbe calcare le mitiche court di Birmingham. Io lo spero e voi?