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   Kral   

 

Swiss Open e Borzonasca



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Cosa c'entra il Palazzetto di Borzonasca (Ge) con gli Swiss Open?
... leggete, leggete

EUROPA 4 ASIA 1
Sè chiuso ieri lo Swiss Open, nato nel lontano 1955, edizione da record con 600 iscritti di ben 49 nazioni, Mauritius compresa, che logicamente sono stati scremati in base al ranking BWF. Motivo di questo successo è che questa manifestazione assegna i punti per accedere alle olimpiadi giapponesi, se mai si svolgeranno.
Alle 11,08, non tanto puntuali direi questi elvetici con tutti gli orologi che fabbricano, scendono sulla court del St. Jakobshalle la “Sirenetta di Horsen” Alexandra Boje e Mathias Christiensen, vincitori dell’ultimo torneo in terra europea nell’anno horribilis 2020, il Saarlorlux Open e la coppia emergente del misto europeo (o mondiale?) Gicquel-Delrue che iniziano entrambi i set in sofferenza, ma punto dopo punto recuperano lo svantaggio e con il classico colpo di reni, stile sprinteur ciclistico, come il risultato 21-19 21-19 dimostra, si aggiudicano il titolo che mancava alla Francia dal 1958. Io c’ero e me lo ricordo perfettamente, per merito di B. Loo e N. Aillod.
E’ la volta del doppio femminile con le sorelle Stoeva che hanno un conto, anzi due in sospeso con questo torneo. Equivale a dire le edizioni 2017 e 2018 che le hanno viste in entrambe le finali soccombere. Purtroppo il famoso detto, che vale solo quando ci azzecca, oggi si è confermato e saranno proprio loro a regalare all’Asia il punto della bandiera e alla Malesia di salvare l’onore dopo la debacle di ieri.
Le bulgare hanno profuso il loro massimo impegno per recuperare da un inizio a dir poco disastroso 3-11 fino ad arrivare a un promettente 19-17 ma non è bastato perché sono state Tan-Thinaan a realizzare gli ultimi quattro punti del set.
Al contrario nel secondo le malesi inanellano sul 10 pari nove punti di fila che chiudevano i giochi nel vero senso della parola e le speranze di gloria di Gabriela & Stefani. Cosa dire: ragazze cambiate colore dello smalto e riprovateci nel 2022!!!
Le premesse per grande incontro c’erano tutte: lui, Axelsen, lo conosciamo tutti, l’altro Vitidsarn classe 2001 unico junior a vincere per tre volte il campionato mondiale di categoria, già 5 challenge in bacheca, medaglia d’argento alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires nel Mixed Team, in quell’occasione il nostro Giovanni Toti, lo ricorderete fu oro.
Eppure dopo un primo set interessante con scambi di alto livello nel secondo sembrava che fosse subentrato Raymond Webster, il mitico antagonista di Roberto Fava, perché il set si chiudeva per il povero thai con solo 6 punti cavallerescamente concessi dal danese praticamente come fanno gli avversari del master inglese.
Con questa vittoria il danese doppiava il successo del 2014.
Superiorità netta nel doppio maschile con Astrup-Rasmussen spronati dal successo del loro connazionale, non hanno difficoltà ad imitarlo, ripetendo così l’affermazione del 2016. Annullano le resistenze teutoniche che praticamente subiscono i finnici per tutta la partita che per gli spettatori youtubettari si rivela molto bella con scambi velocissimi e potenti meno positiva però nel punteggio per i tedeschi.
L’ultima partita era gravida di ricordi. Per la Pusarla Basilea ricordava l’inaspettata vittoria del Mondiale 2019, per la Marin la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio a scapito proprio dell’indiana. Il rinnovarsi di questa sfida che dura oramai da anni, oggi era la quattordicesima, tra le due signore del badminton mondiale con l’iberica in vantaggio 8 a 5 la vedeva sulla court con un completo azzurro, peccato che sia solo il colore della divisa Yonex, ma dico io se scoprissimo che la Marin ha degli antenati veneti non sarebbe bello! Sicuramente conosce più parole di italiano che la Cicognini, se fosse necessario fare l’esame d’italiano per la cittadinanza.
Lasciamo perdere le fantasie e torniamo al badminton giocato ma giocato poco perché c’è la ripetizione dell’altro singolare, primo set abbastanza combattuto e vinto dalla Marin, il secondo una “Caporetto” (solo 5 punti) per la “Brown Pearl” di Hyderabad, sua città natale famosa per il commercio di quella gemma. Non c’è storia anche se la Marin giusto per non perdere l’abitudine urla ad ogni punto conquistato nonostante il notevole vantaggio, si che nel badminton tutto può succedere, Stoeva imput, ma le spalle della Pusarla larghe si ma basse in segno di resa erano un segno inequivocabile.
Così anche per la spagnola, come per Axelsen arriva il terzo successo del 2021, non vale come i primi posti del World Tour ma meglio di niente.
A proposito di soldi, non si è visto sul podio il classico mega assegno, vuol dire che gli organizzatori con la proverbiale riservatezza svizzera faranno dei bonifici.
Caduta di stile però nell’omaggio abbinato al trofeo quello strano parallelepipedo di plastica, Basilea capitale mondiale dell’orologeria dove si svolge la più importante fiera del settore mi va a regalare ai finalisti un orologio dal valore forse forse di 200 euro.
Al challenge genovese di Borzonasca ci sono premi in natura di valore molto superiore, si avete letto bene a Genova dove tutti dicono che sono come gli scozzesi.
Un motivo però c’è: lo sponsor è di origine asiatica.
A parte questi particolari l’importante è che sembra che poco alla volta si ritorni a giocare anche se tra continue variazioni, è di oggi la notizia che il Crown Group Australian Open, il Perouda Malaysia e il Campionato Master italiano hanno cambiato le date.
L’appuntamento per i “diversamente giovani” italici e non è stato fissato per il 5/6 giugno sempre nell’incantevole Sardegna, io sarò li … come reporter e fotografo.
Voi?
 
 
 
 

 

 



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