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   Kral   

 

Thomas e Uber - queste sconosciute



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

La pandemia ha compresso forzatamente tutte le date del calendario internazionale, così in successione dopo i Campionati Mondiali a Squadre miste ecco iniziare oggi 9 ottobre il Thomas e l’Uber Cup, che sarebbero 2 tornei separati ma per esigenze organizzative la BWF ha pensato bene di unificare, come date, e passare dalla cadenza triennale a quella ogni due anni.
Questo perché sono le equivalenti, per intenderci, di competizioni di uno sport minore (il tennis) tipo la Coppa Davis e la Fed Cup e l’assenza di uno dei due generi dalle varie manifestazioni, che comprendono sempre le 5 specialità, avrebbe penalizzato gli organizzatori dei tornei concomitanti
La primogenitura del Thomas, quello maschile, nasceva per sostituire l’All England come torneo più importante al mondo nel 1939 ma causa eventi bellici a voi noti fu necessario spostare la prima edizione al 1949.
La trentunesima quest’anno (come per le Olimpiadi però figurerà con il 2020) sbarcherà per la terza volta in Europa dopo 2 volte a Londra e in questo caso quale marchio danese poteva meglio sponsorizzare l’Arena di Aarhus, seconda città della nazione scandinava leader del nostro sport, se non la mitica Ceres.
Break di Pubblicità Progresso per i giocatori italiani: “Bevete birra in maniera moderata tanto non diventerete campioni come Axelsen e Antonsen, al limite potreste solamente ingrassare”.
Riprendiamo dopo questa digressione, le qualificazioni alla fase finale sono cambiate nel corso dei decenni, ora si accede attraverso la vittoria dei 5 campionati continentali, e nel caso dell’Europa e Asia anche dei semifinalisti, come padroni di casa oltre che i campioni in carica. A completare le nazioni con i migliori posizionamenti nel ranking mondiale dei 3 primi maschi e delle 2 migliori donne, per un totale di 16 partecipanti.
Il record di presenze appartiene alla Danimarca, non essendo mai mancata dal 1949 ad oggi, seguita dall’Indonesia e dalla Malesia mentre a livello Europa viene l’Inghilterra con 14 e la Germania con 10.
Per vittorie è il solito,quasi, refrain con il predominio delle nazioni orientali: primi gli indonesiani con 13 titoli, seguiti dalla Cina con 10 ma non fatevi ingannare dal numero, gli uomini di Pechino scesero sulle court del Thomas solamente nel 1982, esordio peraltro vincente, e con 5 terza la Malesia (contando anche i titoli vinti quando la penisola asiatica era ancora un protettorato britannico) e buon ultimo il Giappone con la sospirata vittoria ottenuta nel 2014.
Questa oligarchia venne interrotta finalmente 2 anni dopo da chi? Ovviamente dalla Danimarca, e chi altri’.
Ora staremo a vedere chi alzerà quest’anno l’agognato trofeo, una favorita? Un’outsider?
Lo scopriremo solo il 17 c.m., intanto potrete gustarvi su Youtube (per fortuna che ci sei) i vari incontri.
E la Uber? Dimenticata… no sarà nel prossimo articolo e quindi care/i lettrici/lettori non dimenticate mai di sfogliare sempre il vostro/nostro Magazine, il più importante mezzo d’informazione italiano del badminton nazionale e mondiale.
P.S.: l’Esaltazione non è un difetto, è solamente la mistificazione della realtà.
 
 
 

 

 



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