Avere un database relativo a tutti i tornei disputati nel 2019, Challenge, Grand Prix, Superseries risulta essere un’accozzaglia di numeri da interpretare! Ma servono, eccome.
Ogni valutazione di qualunque tipo parte da numeri, dati e metodi di valutazione. Ne avevamo gia’ accennato nell’articolo relativo alla graduatoria mondiale degli sport i cui numeri dipendevano da come, cosa e quando venivano estratti, giungendo alla conclusione che senza validi numeri e altrettanti protocolli di valutazione difficile raggiungere risultati validi.
Abbiamo volutamente lasciato fuori i Campionati Assoluti di ogni categoria in quanto la presenza negli stessi viene ristretta da un regolamento, ma ci riserviamo di valutare anche quelli in un prossimo futuro. I Superseries sono stati inseriti ma solo a scopo statistico, in quanto anche per loro vale la regola dell’ammissione contingentata. Abbiamo diviso l’Italia in 5 macro zone. Nord fino all’Emilia. Centro fino alla Campania. Sud. Sicilia e Sardegna. Questo metodo ci ha permesso di “fotografare” l’affluenza, la suddivisione per disciplina e le relative percentuali connesse.
Tutti i file in .xls sono consultabili da chi vuole, basta farne richiesta in redazione a info@badminton-news.it e per i capaci di Excell saranno tante le possibilita’ di estrarre innumerevoli dati.
Noi ne abbiamo tracciati i piu’ consistenti che trovate a fondo pagina.
Rimane un punto da sciogliere: perche’? Innanzitutto si parla principalmente di Challenge, i piu’ numerosi anche se qualche Grand Prix ha sofferto di situazioni analoghe.
Problemi che da un paio di anni assillano i tornei del nord sono: numero di iscritti non adeguato al numero dei campi (con relativi problemi di allungamento dei tempi ed addirittura di annullamento di partite), trasferte di due giorni per giocare magari 3 partite, scelte di date non azzeccate.
Per trovare eventuali soluzioni abbiamo bisogno di dati ed eccoli a disposizione.
Soluzioni? Molti richiedono che i tornei si disputino in una sola giornata, altri propongono che si facciano dividendo le categorie (es solo senior e master) o addirittura le discipline (es solo tornei di doppio e misto), altri ancora di limitare l’iscrizione in base al punteggio acquisito e inoltre, avendo la possibilita di usare obbligatoriamente Tournament Planner, di dare indicazioni precise agli organizzatori sul timing, a volte inadeguato, su quanti entries (iscrizioni nelle varie discipline) si possono accettare in base al tempo ed al numero di campi.
Alla base esiste anche un pensiero legato non solo all’agonismo ma al piacere della partita in se’.
Scorrendo le classifiche (2019) sono 681 i classificati maschili e 399 nel femminile. Di questo migliaio di giocatori circa il 30% partecipano a piu di tre tornei il restante partecipa a uno/due tornei anno. Risulta quindi che la maggioranza dei partecipanti vede il Torneo come momento divertente e conviviale piu’ che agonistico e quindi dirotta il proprio interesse su tornei amatoriali vicini alla residenza, sostanzialmente piu’ comodi e meno impegnativi, dove giocano tanto.
Portare i Challenge ad una dimensione piu’ idonea alla promozione della disciplina regolamentandoli in modo diverso potrebbe essere una strada percorribile per fare in modo che ci sia una presenza maggiore e continua. Non ultimo, anzi, una situazione del genere favorirebbe l’esigenza per ogni appassionato di fare il Certificato Medico per Attivita’ Agonistica, fondamentale per la propria salute e non solo.
P.S. Un torneo con 60 entries equivale a circa 90 giocatori che con un timing di 25’ e sei campi comporta almeno 71/2 ore di gioco …
