Con la mancanza di Cina e Giappone , che continuano la latitanza agonistica probabilmente per paura del covid e tutti i torti non ce li hanno visto che anche in Spagna il virus ha fatto le sue vittime (le russe teste di serie n°2 Archurina-Morozova), le finali dello Spain Master saranno una disfida tra le altre due superpotenze del Badminton mondiale dove solamente Toma Junior Popov, battendo un osso duro come il coreano Lee Dong Keun, è riuscito a penetrare in questo tabellone finale indonesian-danese.
Nel doppio maschile c’è addirittura il monopolio degli atleti di Giakarta che hanno annullato anche tutte e tre le speranze scozzesi con Adam Hall e Julie Macpherson, che dopo aver perso i doppi con i rispettivi compagni (il danese Sogaard e la compagna di nazionale Torrance) hanno dovuto alzare bandiera bianca anche nel loro misto ad opera di Barkah-Gani.
Nei doppi femminile e misto il confronto in due semifinali era tutto europeo tra olandesi e danesi, dove prevalgono quest’ultimi (Magelund-Ravn su Tirtosentono-Van Der Aar e sempre la Magelund con Nohr che battono Jille e per la seconda volta la Van Der Aar).
La francese Huet, vittima della Wardani, non riesce a imitare il suo connazionale Toma che nel frattempo subisce una dolorosa sconfitta, assieme la fratello Christo, da parte di Kusumawardana-Rambitan dopo più di un’ora di gioco causata da un evidente cedimento fisico nel finale del terzo set.
In questa guerra fra grandi era entrata anche la neutrale Svizzera con Jejira Stadelmann, ventunenne con origini asiatiche, che voleva ripetere le vittorie del 2019 (Cyprus International e Slovenia Future) peccato per lei che sulla sua strada ci fosse la danese Christophersen che ha stoppato questa sua velleità.
E parlando giusto del torneo sloveno, finito proprio ieri, il predominio asiatico è stato confermato con 4 vittorie su 5 finali.
Il singolare femminile con la 15enne Puspitasari sull’ungherese Korosi, il doppio maschile dei 17enni Erwiansyah-Rindorindo (che avevano battuto i nostri Greco-Strobl) sui danesi Boe-Kjaer, entrambi i vincitori indonesiani mentre malesi sono le due coppie sul gradino più alto del podio: Choong-Toh sugli indonesiani Asharunnisa-Erwiansyah (non si può vincere sempre) e Low-Siow su Nielsen-Stefensen.
L’onore dell’Europa viene salvato dal francese Merkle che sconfigge nettamente l’indonesiano Maulana.
Quali riflessioni si possono trarre da questi due tornei? Che è talmente grande il movimento in Indonesia che si possono permettere di lasciare a casa i loro numeri uno e due, in certe categorie anche il terzo e quarto e maramaldeggiare nei tornei del Vecchio Continente. Cosa dire? Beati loro