LA METÀ CAMBIA ... DEI FINALISTI
Non è periodo pasquale ma queste semifinali del Toyota Open hanno riservato più di una sorpresa agli amanti del badminton, partite con forte tensione agonistica, con finali da thriller degni di Sir Alfred Hitchcock.
È il caso dell'incontro Tai- Intanon, dopo un primo set dove la thailandese non lascia scampo alla numero uno che dà l'impressione di essere scarica, tanti sono gli errori non forzati a confronto dell'avversaria che con preziosi cross net la irride. Secondo tempo, giusto che si è fatto riferimento a un grande regista di gialli, la vittima cambia e pure la posizione dei numeri del risultato, dal 12-21 al 21-12 per la Tai. Il terzo è molto avvincente ma è la Intanon, che non si dimentica mai di ringraziare gli addetti alle pulizie a ogni loro intervento, che compie uno scatto sul finire e si porta sul 20-16. Ci si aspetta allora che arrivi il risultato di coda, sempre facendo un riferimento cinematografico, ma la campionessa di Taiwan non ci stà, sembra dover sbagliare ogni colpo ma punto dopo punto annulla i 4 match point e uno successivo per vincere 23-21. Un finale che non ti aspettavi più ma la Tai come se nulla fosse fa un bel sorriso, si mette la mascherina e si avvia assieme agli arbitri verso gli spogliatoi. Veramente una " Lady di ghiaccio" come quello che usa mettersi sul collo a ogni intervallo.
Inaspettatamente si sono bucate le ruote dei rulli compressori Polii-Tahayu, hanno trovate sulla loro strada una coppia con una determinazione di ferro, le coreane Lee-Shin, occhi a mandorla di fuoco per vendicare la sconfitta nell'Open precedente cosicchè, vuoi qualche errore di troppo delle indonesiane ed è arrivato il risultato che non ti aspetti 21-16 21-18. Ciaooo seconda finale.
Vedendo la partita tra Lee-Wang e Ahsan-Setiawan si può affermare che il volano fosse dalla parte dei primi, visto che nel secondo set Wang nel tentativo di fare uno smash se le ritrovato conficcato nell'accordatura, cambio veloce di yonex e vittoria sofferta mentre nel terzo gli indonesiani si scioglievano e lasciavano ai cinesi di Taipei arrivare alla loro seconda finale consecutiva di un Super 1000.
Rankireddy non raddoppia e perde la possibilità essere il primo indiano ad arrivare a una finale del World Tour sia nel doppio maschile, con Shetty a opera dei malesi Chia-Soh, sia nel misto, con la Ponnappa, superati dai thai Puavaranukroh-Taerattamachai alla loro seconda finale in sette giorni , almeno daranno possibilità allo sparuto pubblico locale sparso sulle buie tribune di poter tifare in una finale. Alla fine della giornata saranno 5 gli atleti e le coppie che faranno il bis.
Tra cui non poteva mancare la Marin che non avuto pietà per seconda volta della più giovane shuttler presente sulle court dell'Impact Arena, la diciottenne An Se.
Tra un urlo e l'altro, uscendo anche da un pericolo 19-19, il punteggio al confine tra una splendida vittoria o una amara sconfitta, la spagnola vince la prima frazione di gioco per poi ripetersi nella seconda ma con maggiore tranquillità, portando a casa la nona vittoria consecutiva senza lasciare un solo, misero set alle avversarie. Farà cifra tonda domani?
Axelsen invece un set l'ha già concesso (Ginting Yonex Open) e non vuole ripetersi con Chou, numero 2 al mondo, e cosí sul 19-19 chiude velocemente il gioco. L'avvicinamento si ripete, questa volta sul 14 pari, ma come prima è la "Racchetta di Odino" a fare l'allungo per prendersi la finale contro il suo compagno di nazionale Antonsen, sicuro vincitore nei confronti di Vittimghus nell'altra semifinale.
E qui un'altra sorpresa, la più grande. Il trentacinquenne, dato per spacciato dai bookmakers (pagavano 1,19 la vittoria di Antonsen, 5,50 la sua) non ha dato retta ai pronostici e con 12 anni in più si è permesso di battere uno degli intoccabili della nazionale danese, inflazionata da altri super atleti (Rasmus Gemke posizione 17, Jan O Jorgensen 22 del ranking mondiale) mentre lui era entrato nella bolla da riserva, era entrato nel tabellone per via del covid che aveva escluso sin dalla partenza de primo Open la nazionale giapponese.
Classico esempio di come il male tolga a uno e dia ad un'altro, come la guerra che tutti noi stiamo subendo.
Il primo set vede Antonsen condurre per la prima mezz'ora fino a che l'avversario lo sorprende con recuperi su smash destinati a pochi centimetri dalla riga che destabilizzano una situazione che sembrava già definita e permettono sul 19 a 19 al decano della squadra scandinava di chiudere a suo favore, tra la sorpresa generale, sua compresa. Il secondo set è la pura espressione di come la forza della mente incida sullo sport. Da una parte della rete uno che deve lottare per rimanere dov'è ( l'anagrafe è una pietra pesante per un'atleta con un ranking in costante ribasso 44esima posizione), l'altro che è arrivato sulla vetta e pensa ora sia tutto facile, che errore, e che non deve lottare più.
E cosi si riparte con un parziale di 8 a 0 a favore dello shuttler trentacinquenne che poi incrementerà ulteriormente fino al 21-8, di fronte a un Antonsen, svuotato dentro, che non vede l'ora di tornare in hotel. Dopo il punto finale il vincitore si mette le mani fra i capelli, tira una grande respiro e avrà pensato" l'ho combinata proprio grossa". Beato lui.
A domani per colazione, per i più ardimentosi, il doppio femminile seguito da quello maschile, i due singolari e per aperitivo il misto.
Che dire, a pranzo servito il torneo sarà finito. Come? A domani.