TRE DANESI TRE NELLE SEMIFINALI DEL SINGOLARE MASCHILE
I campi diminuiscono nell'Impact Arena segno che diventa più difficile rimanere in corsa, per tutti, nessuno escluso. Per continuare a sognare bisogna faticare o meglio far lavorare gli avversari ed è quello che hanno fatto i thai Puavaranukroh-Taerattanachai, hanno perso un primo set biblico 27-29 ma hanno fatto consumare il serbatoio e anche la riserva a Ko Sung e Eom Hye che progressivamente calavano perdendo il secondo 15-21 alzando bandiera bianca nell'ultimo 9-21
Stava diventando la bestia nera dei biondi danesi, chi? Ma Sameer Verma che dopo aver eliminato un "certo" Gemke ieri, si apprestava a buttare fuori nientepopodimeno di Anders Antonsen, numero tre al mondo, lo stesso numero dell'indiano peccato, nel suo caso, sia abbinato anche uno zero finale.Ma oggi questi 27 gradini di differenza dopo il primo set non si vedevano. La lotta era alla pari, infatti si arrivava a sorpresa al match point dell'indiano, con il coach bianco scudato che evidenziava un evidente stato di alta tensione mentre il suo atleta manteneva una calma olimpica e con tre colpi dei suoi, prima pareggiava i conti e poi chiudeva la partita lasciando annichilito l'atleta indiano. Un'altra perdita per la nazionale del subcontinente, esce anche la Pusarla in un match anonimo contro la Intanon, nel compenso c'è un indiano che farà i doppi turni, no non in una fabbrica, Rankireddy con Shetty supera nel maschile i malesi Ong e Teo, successivamente con la Ponnappa,in un incontro spettacolare contro Chan-Goh sempre della nazione della coppia precedente, neutralizzando 3 match point e approfittando, forse non cavallerescamente, ma "la guerre est la guerre", del mal di schiena che affligge la malese per vincere un'incontro che i pronostici davano con un'altra fine.
Polii e Rahayu continuano come due rulli compressori non lasciando scampo alle avversarie, oggi alle danesi Bøie-Poulsen domani provabilmente alle coreane Lee-Shin superate già nella semifinale dello Yonex dopo una dura battaglia durata 75 minuti.
Se tornate dalla discoteca o da qualche festa (vuole essere una freddura) o se soffrite d'insonnia la diretta dello scontro indocoreano è alle 5, ora italica.
La Marin ama far soffrire le centinaia di migliaia dei suoi fans. Dopo un set iniziale giocato quasi con suggezzione, viste le tre precedenti sconfitte, Neslihan Yigit prende il coraggio a due mani e sfida apertamente, facendo ben 6 punti consecutivi, la campionessa spagnola arrivando cosí all'intervallo del secondo game in vantaggio 11-8. Ma "l'aguila con le garras azules", in un primo momento avevo pensato al buitre (avvoltoio) ma che difficilmente Carolina gradirebbe un simile accostamento anche se urla e tipo di gioco somigliano più al secondo rapace che alla prima, capisce che deve riprendere la sua proverbiale concentrazione, persa sicuramente per la facilità con cui aveva chiuso il primo set.Si rimbocca le maniche e vince per distacco sulla turca, come è giusto che sia, 21-15.
L'ultimo incontro di singolare maschile Lee-Vittinghus pone un grande problema all'atleta danese, deve dare ai suoi connazionali la prova che può anche lui stare tra i grandi ma davanti c'è l'ultimo sopravvissuto dell'ex città stato di Hong Kong Cheuk Lee che vanta 15 posizioni più avanti di lui in classifica e 11 anni di meno.
Conclusione? Una grande maratona di 77 minuti ma alla fine è il decano scandinavo a prevalere. Riuscirà a recuperare le forze per domani contro un certo Axelsen? Non ha importanza il suo obbiettivo l'ha raggiunto. Nota azzurra: ma quante partite arbitra Fabio Betto?
È sempre su un seggiolone a dare i numeri, vorra dire che non è matto ma sa arbitrare.