
Secondo i dati della European Travel Commission
il turismo sportivo genera dai 12 ai 15 milioni di arrivi internazionali e rappresenta il 10% della spesa della industria turistica mondiale, un mercato di oltre 1.400 miliardi di dollari (fonte TECHNAVIO) di cui 1/3 turisti internazionali e 2/3 turisti sportivi domestici e l’Europa intercetta il 43% del turismo sportivo globale.
Questi dati confermano l’enorme ricaduta economica per i territori che ospitano eventi sportivi o che offrono la possibilità di fare sport.

Turismo Accessibile

Valorizzare l'attività del turismo sportivo permette di stendere la stagione turistica tradizionale (Destagionalizzazione)
A differenza di quello che si potrebbe immaginare, il turista sportivo non è solo chi pratica uno sport in maniera agonistica o professionale ma il più delle volte è l'appassionato disposto anche a lunghi spostamenti. Sono molte le opportunità per un territorio di attrarre queste tipologie di turista, ma sono anche molti i territori che potenzialmente li potrebbero attrarre, per questo bisogna “unire” alla possibilità di praticare o assistere ad un evento sportivo l'opportunità di passare una vacanza all'insegna del benessere e divertimento, allargare l’offerta, al fine di coinvolgere anche il gruppo o i familiari che accompagnano il turista sportivo.
Attrarre nuovi flussi di visitatori, creare una immagine favorevole per la zona di destinazione
Importante notare che oltre il 50% della spesa interessa il settore ricettivo e della ristorazione. Una notevole risorsa economica per tutti coloro che operano in entrambi i settori, collegando una serie di servizi in un modello sistemico: l’evento o gara, i consorzi di hotel, i servizi infrastrutturali sul territorio.
Naturalmente la scelta di una manifestazione agonistica resta il principale scopo del turismo sportivo, ma ultimamente sta prendendo piede la possibilità di utilizzare le vacanze per il semplice allenamento, i classici Training CAMP, meglio se organizzati in date contigue all’evento principale. Praticare così al meglio lo sport preferito abbinando a tale pratica tutti i plus di una vacanza tradizionale. Creare un brand unitario che permetta un’attrattività continua sul territorio
Lo sport, come “volano” di turismo e marketing, è una realtà che avrebbe tutte le potenzialità per essere sviluppata sul nostro territorio sia dal punto di vista economico, che turistico e sociale; eventi che si integrano nella tradizione locale creando un indotto notevole sul territorio.

La valorizzazione del carattere sociale della pratica sportiva (potenziamento dell’offerta di strutture sportive pubbliche, incremento della pratica sportiva nelle scuole, ecc.), da un lato, e l’utilizzazione dello sport come strumento per la valorizzazione del territorio (per esempio attraverso il patrocinio di eventi e manifestazioni sportive), dall’altro, rappresentano le principali attività che vedono coinvolte anche le istituzioni pubbliche nell’ambito sportivo.
La domanda comune che molti si fanno è come mai il nostro sport rimane ai margini della società italiana e resta quindi sconosciuto alla maggior parte dei cittadini.
Una delle tante risposte è che non siamo riusciti ad entrare, se non marginalmente, nel tessuto economico delle zone dove i nostri club sono attivi.
Vuoi per gli scarsi iscritti, a parte poche realtà difficilmente i nostri club superano i 50 iscritti, quindi come superare questa impasse?
Una risposta potrebbe essere proprio il turismo sportivo attivo ma non quello nazionale, che da parecchi anni dà risultati discreti per il nostro mondo ma lillipuziano se confrontato con lo sviluppo che questo settore ha avuto a livello globale.
Ho scritto attivo per differenziarlo dal viaggiatore che si sposta per vedere un evento, in quest'articolo il protagonista è quello che vuole scendere in campo LUI per divertirsi, per migliorare e nel contempo godersi una bella villeggiatura.
L'Italia è contornata dai paesi i cui abitanti fanno di questo tipo di vacanza un loro standard abituale: Gran Bretagna, Germania, Spagna, Svezia e udite, udite la Danimarca la nazione top in Europa per lo sport del volano.
A luglio una persona nell'ambito del Badminton disse che per sviluppare la conoscenza del nostro sport bisognava pensare alla grande, peccato che come al solito è stato detto ma non è stato fatto.
Avendo un bacino di utenza di centinaia di migliaia di appassionati a poche ore di volo da noi perché non l'abbiamo mai sfruttato?
Oppure è meglio pensare ai nostri 80 shuttler che amano trascorrere, nei 4/5 camp italici, le loro ferie?
Basterebbe creare una sinergia tra FIBa, club organizzatore e ente del turismo locale per creare dei pacchetti, con prezzi prefissati a seconda della sistemazione scelta ostello, pensione o albergo.
Tre costi differenti e tre livelli di capacità sportiva in maniera che tutti possano iscriversi sicuri di quanto spendono e di trovare tecnici e sparring partner adatti a loro.
La chiave vincente è quindi la possibilità per questi amanti del Badminton di visitare uno dei paesi più belli al mondo (non voglio esagerare con giudizi nazionalistici) e praticare il loro sport preferito. Inoltre si favorirebbe la famosa delocalizzazione, ovverosia lo spostamento da centri ad alta concentrazione turistica a località più amene, per nostra sfortuna non abbiamo grandi club in località famose e la destagionalizzazione visto che negli altri stati le ferie sono diluite nell'arco di più mesi rispetto l'Italia che vive ancora con il mito delle ferie agostane.

Un mix di gastronomia, cultura, bellezze paesaggistiche, shopping che ci rende unici.
Tutte e tre dotate di impianti (sportivi e alberghieri) compatibili con un alto numero di partecipanti e con strutture societarie in grado di organizzare questo tipo di eventi.
E qui entrerebbe in gioco la FIBa che se insieme (al massimo) a tre altre federazioni, per ridurre le spese e non perdere di visibilità, prenotasse uno stand al BIT (Borsa Internazionale del Turismo) o manifestazioni similare e utilizzasse, se possibile i canali della BE (Badminton Europe) per pubblicizzare questa iniziativa oppure visto che siamo nel 2020 Internet con un sito dedicato.
Ho usato il condizionale perché purtroppo come succede nel nostro Stato anche da noi chi decide pensa al risultato immediato (leggasi: politicanti) e non al vantaggio futuro (vedasi: statisti) e quindi tentare una via nuova vorrebbe dire mettersi in gioco, impegnarsi, anche sbagliare ma per cercare quello sviluppo che manca oramai da anni in Italia.
Chi innova avanza ... Chi rimane fermo ...
PISA- Piazza dei Miracoli – Match anglo-francese sotto la Torre pendente
