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   Kral   

 

Un viaggio nel mondo dei master



a cura di
Roberto Fava

Un viaggio nel mondo dei master in vista dei Campionati Italiani a giugno. 
Nella splendida cornice di Maracalagonis si riprende dove si era terminato il percorso nel 2019. 
E allora andiamo a curiosare tra le varie pagine che ormai riempiono non solo gli annali ma anche le storie e le valutazioni che questa categoria con giusta ragione richiede. 
Raymond Webster e’ l’esempio dell’agonismo fatto master e della grande voglia di mettersi sempre e comunque in gara nonostante l’età. Ed e’ un po’la ricerca a volte affannosa dei tanti che da “diversamente giovani” continuano a pensare che in fondo divertirsi facendo sport non fa altro che bene. Nonstante stiramenti, mal 
di schiena ecc ecc.!!!
In copertina il giusto tributo a delle icone degli allora veterani:  Annelise Veith, Lorenz Waldner e Laura Dallera con Helmuth Denno e alle medaglie: il bottino di guerra.
Ci vediamo in palestra!!!
Roberto Fava



Cari lettori e lettrici,
in questo numero di Badminton News ci vogliamo soffermare sul mondo dei master, di cui faccio parte con fierezza da “ormai” otto anni e da cui sono stato accolto fin dal primo giorno come si fa in una grande famiglia. Molti dei miei più bei ricordi come atleta sono legati ai weekend dei campionati italiani o alle settimane europee dei campionati europei e mondiali e sono dovuti soprattutto alle persone che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare. Forse anche per questo motivo tutto ciò che riguarda noi atleti diversamente giovani mi è sempre stato particolarmente a cuore e spesso in passato ammetto di sentirmi amareggiato nel notare come in Federazione, e più in generale all’interno dei tornei, non si manifestasse sempre grande attenzione per la nostra categoria di atleti. Abbiamo l’onore di vantare tra le nostre fila una campionessa europea in carica, Erika Stich, che a mio parere avrebbe dovuto ottenere più riconoscimenti per l’impresa che è riuscita a compiere. Ciò che mi interessa però maggiormente è che si arrivi ad un espansione del movimento dei master e la possibilità di poter competere in un prossimo futuro sul piano dei numeri (e chissà magari anche della qualità degli atleti) con paesi come la Germania la Francia e la Spagna che, nelle analogie con l’Italia, ha però dato prova negli ultimi anni di aver dato un maggiore impulso alla categoria. 
I master spesso sono le travi portanti all’interno delle diverse società sportive e sarebbe ingiusto dimenticarcelo.
Le problematiche sono affrontate e sviluppate all’interno del giornale ma confido che, anche grazie al lavoro della nuova commissione master, presto potremo constatare e sottolineare su queste pagine i progressi ottenuti.
Buon badminton a tutti!
Luca Novara

 
 
 

 

 



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