
Probabilmente avranno fatto praticare il nostro sport nelle scuole dove insegnano, ma in una regione dove c’è una sola società e che non ha spazi per far giocare i propri soci… capirete che questa promozione rimane fine a sé stessa. Se tutti quelli che si erano detti entusiasti avessero fondato una società ne avremmo oggi almeno una dozzina. Inutile adesso entrare nelle problematiche (pre-covid… figuratevi adesso!) specifiche dei nostri docenti, e della scuola, pensiamo invece a come potremmo cambiare strategia per cercare di sviluppare effettivamente il nostro sport.
Vi propongo di provare un’altra strada: quella di cercare alleati tra chi ha spazi, può attivare corsi e potrebbe avere degli operatori interessati a lavorare.
Vi propongo una bozza che può essere adattata e utilizzata dai delegati provinciali e da quelle società - come la mia - che cercano alleati sul territorio per segnalare alcuni nostri punti di forza e che potrei riassumere in
I veri punti focali dello sviluppo del badminton sono come al solito due: le palestre, che in alcuni territori sono veramente dure da trovare, e i tecnici disponibili in zona. Cercare alleati spesso non risolverà tutti i nostri problemi, soprattutto per il reperimento/formazione dei tecnici, ma mi farebbe piacere avere riscontri nel caso qualcuno tentasse questa strada.
Spett. Polisportiva/Ente di promozione sportiva Pinco Pallo
Faccio parte di una federazione sportiva che sta cercando alleati. Cerchiamo vere polisportive/enti il cui fine sia promuovere tutti gli sport nella propria zona.
In questo periodo di difficoltà dovuti alla pandemia vorrei presentarvi un’alternativa alle attività svolte fino ad oggi: esiste uno sport olimpionico individuale di racchetta che
è divertente per bambini e ragazzi
ha bisogno di attrezzature assolutamente economiche alla portata di tutti
non necessita di ampi spazi se pensiamo che in un campo di Basket si possono montare 4 campi
si chiama BADMINTON.
Per poter avviare dei corsi nacessita di una palestra di almeno 9x18 (un campo di volley) per montare liberamente un campo. Elemento importante è l'altezza del soffitto di almeno 7 metri. Se le misure lo permettono 16x18 potremo essere in grado di gestire due campi da gioco e gruppi di circa dodici ragazzi.
Siamo sicuri per esperienza diretta - e siamo disposti a dimostrarvelo - che i giovanissimi si innamorano di questo sport e attiriamo immediatamente quelli che per attitudine non si sono avvicinati a calcio, volley o basket.
Si tratta di una grossa possibilità di sviluppo per lo sport giovanile che non riusciamo a sfruttare in proprio come federazione perché (es: l’unica società di badminton in provincia di Firenze non ha spazi dove praticare), ma può essere un’occasione per le polisportive di aumentare i propri tesserati attirando nuovi bambini che non svolgono gli sport più praticati dando loro un’effettiva possibilità di sviluppo motorio e di divertimento. In questo periodo di pandemia uno sport individuale dove non c’è contatto fisico rappresenta un’opzione che può tranquillizzare le famiglie e creare ulteriori opportunità di lungo periodo.
Oltre ai giovanissimi a cui dobbiamo ovviamente prima far conoscere il nostro sport per avere dei riscontri, abbiamo già richieste da parte di adulti, in particolare stranieri, visto che il badminton è molto diffuso in tutta l’Asia e in molti paesi europei.
Vogliamo invitarvi a parlare con noi per progettare insieme delle strategie per lo sviluppo di questo sport. Siamo disponibili a formare il vostro personale o aiutarvi nella ricerca di tecnici in zona capaci di insegnare.
Rimaniamo a vostra disposizione per chiarimenti.
28/10/2020 - 17:26 da Stefano
Io sono Stefano, sono laureato in scienze motorie e specializzato in scienze e tecnica dello sport.
Mi sono appassionato di questo sport da più di 3 anni e ho avuto la possibilità di svilupparlo con i ragazzi; devo dire che sono rimasti entusiasti.
Concordo pienamente i punti di questo articolo di Flavio sulle tematiche dello sviluppo di questo sport
25/10/2020 - 21:15 da Paolo
consiglio vivamente quanto segnalato in questo articolo dell'amico Flavio in quanto è il percorso che feci io per portare alla conoscenza uno sport allora utopico dalle nostre parti - partii con progetti societari indirizzate alle scuole primarie a costo zero per loro "solo così puoi riuscire a proporre in realtà territoriali legate ad una sfera di cuoio o gomma" per poi, una volta che cerescevano i numeri di richiesta per praticarlo, rivolgersi alla stessa scuola per avere la palestra con agevolazioni per i propri studenti. Poi mi sono indirizzato verso le polisportive giovanili salesiane cioè le PGS appartenenti agli Enti di Promozione Sportiva del CONI offrendo loro una dimostrazione e un breve corso gratuito per fare propaganda naturalmente con i loro tesserati, quando la cosa ha preso piede ho consigliato di avviare un corso e noi avremmo offerto il supporto tecnico e così fu! poi visto le iscrizioni le stesse PGS hanno iniziato a dare un contributo spese per il Tecnico impegnato. Proseguendo nel progetto li ho fatto affiliare alla FIBa a costo zero in quanto EPS convenzionata e il secondo anno affiliazione gratuita in quanto primo rinnovo. Risultato? la PGS è una società attualmente affiliata alla Federazione Badminton ed io ne sono il Direttore Sportivo. Speriamo in questo periodo di riuscire a portare avanti il nostro progetto cioè quello di promuovere il Badminton a livello nazionale nelle PGS di cui mi farò primo promotore ed iniziare ad organizzare tornei PGS anche nazionali per avviare i ragazzi all'agonismo SANO
dall'autore Flavio Gioja
la mia amica Alessandra mi segnala di non essere d’accordo con il modo in cui dipingo i professori. Spesso si impegnano molto a scuola per far svolgere in nostro sport e quindi non devo essere troppo duro con loro. Soprattutto non si può fermare la formazione degli insegnanti perché senza passare dalla scuola lo sviluppo del badminton è impossibile.
La ringrazio del commento perché mi dà modo di precisare alcuni argomenti. Non voglio fermare la formazione di nessuno. Noto solo che, in Toscana, dopo aver fatto il livello arancione di vola con noi, quasi nessuno dei professori entusiasti si è più fatto sentire: sono rimasto in contatto solo con un paio di persone che ad oggi non sono riuscite a organizzare niente fuori dalla scuola. Non sono duro. Questi sono semplicemente i fatti. Possiamo spiegarli, motivarli, comprenderli. Ma rimangono questi.
Sono d’accordo che la scuola è fondamentale per far conoscere il nostro sport, ed io ringrazio ogni professore, ma l’attività scolastica deve rappresentare solo il primo passo all’interno di una politica coordinata a livello provinciale. Se un professore fa conoscere uno sport ma poi non ci sono società in zona o non hanno palestre dove giocare… a cosa serve il loro sforzo promozionale?
Il cambio di strategia che sto proponendo consiste nel non dare ai professori responsabilità’ o colpe che non possono e non devono avere. Come peraltro non si può chiedere ad un delegato provinciale di diventare un professionista non remunerato (dandogli magari una mancetta) che deve
non si può neanche sperare che i professori facciano miracoli in nome della passione.
Secondo me occorrono professionisti federali che coordinino tutte le attività di cui sopra e rendano efficaci le eventuali attività scolastiche che sono necessarie ma non sufficienti per lo sviluppo futuro. Sento fortemente questa esigenza perché abito in una regione dove c’è solo una società e non ha neanche spazi-palestra nel proprio comune. Non servono tecnici di alto livello, ma promotori istituzionali con capacità comunicative e relazionali che abbiano anche solo qualche competenza tecnica,
In attesa di eventuali prese di coscienza da parte della federazione, rimane solo la dedizione degli appassionati che devono comunque capire che ogni azione deve essere sviluppata dentro ad un piano coordinato. Inutile sperare che la promozione scolastica… più qualche corso di tecnica ci porti alle olimpiadi.