Il titolo questa volta da’ veramente i numeri ma è quello che si ottiene guardando i tabelloni del Victor Ukraine International in svolgimento a Kharvik, la seconda città della nazione nata dalle ceneri del disfacimento dell’Unione Sovietica, distante all’incirca 444 km da Chernobyl, giusto per non dimenticare quell’immane tragedia avvenuta nel 1986.
Sono i totali degli indiani e degli ucraini partecipanti che sommati fanno quasi la metà degli iscritti a questo torneo infrasettimanale, finirà domani venerdì. Viene quasi da pensare che i nipoti di Ghandi abbiano affittato un charter visto il così alto numero perfino superiore a quello dei padroni di casa.
Il nostro pareggio non è invece un risultato positivo perchè sta a significare che il primo indiano, Fabio Caponio (testa di serie N°7) l’ha battuto con relativa facilità, J. Sankar Muthusamy Subramanian, pur essendo un avversario di tutto rispetto piazzato al posto 257 del World Ranking che a diciassette anni non è proprio male mentre contro il secondo, Kevin Arokia Walter (173 WR), dopo un set molto equilibrato perso 19-21 ha un cedimento a metà della seconda frazione, da 6-8 a 7-18 , lasciando così via libera al coetaneo ventiduenne la strada per i quarti.
Si rifarà al prossimo torneo, probabilmente quello polacco.